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giovedì 10 dicembre 2020

Bruno Conti ricorda con commozione Paolo Rossi: "Ci hai portato sul tetto del mondo. Maledetto 2020. Ciao amico mio, riposa in pace"

"Ci hai portato sul tetto del mondo. Maledetto 2020. Ciao amico mio, riposa in pace".

sabato 28 novembre 2020

"Ricordo il boato...", Bruno Conti questa volta ha emozionato davvero tutti


Bruno Conti a AsRoma.Com

 “Non potrò mai dimenticare la faccia di mio padre, tifoso romanista, quando gli diedi la notizia che io - uno dei suoi sette figli - ero stato preso dalla Roma. Era l’uomo più felice del mondo. Andavo a giocare per la squadra del suo cuore”.“Non vi nascondo che, come per tutti i grandi giocatori, anche per me quell’ultima stagione fu delicata. Ricordo il boato dello Stadio Olimpico al mio ingresso in campo in Roma-Bordeaux. Ricordo le voci dei tifosi che strillavano il mio nome. Devo ringraziare loro, se ho potuto avere quegli ultimi dieci minuti. Capii quel giorno che non avrei trovato più spazio in quella squadra. Inutile negare che, rivedendo il film di    Totti ho ripensato a quell’anno tormentato, culminato anche per me con il dilemma se proseguire con una nuova esperienza oppure legarmi per sempre a questi colori. Non mancarono le richieste da parte di altri club. Ma io ero cresciuto nel vivaio della Roma e nella Roma avevo esordito con Nils Liedholm. Dopo diciassette anni che vestivo questa maglia, non potevo proprio vedermi con una divisa diversa. Preferii smettere. Organizzai il mio addio al calcio assieme a Gilberto Viti (storico segretario dell’area organizzativa, ndr). È stato giusto così: io sono nato nella Roma”.“Mi piaceva allenare. Una volta appesi gli scarpini al chiodo, feci quindi i corsi all’Acquacetosa e a Coverciano. La Roma mi chiamò e mi affidò i ragazzi del 79/80: Blasi, De Vezze, Moscardelli. Provai una gioia indescrivibile. Perché puoi essere stato anche un bravo calciatore, ma quando si tratta di allenare, devi fare la gavetta. E così è stato per me. Quando poi Ermenegildo Giannini – il papà del Principe – lasciò il Settore Giovanile, la Società lo affidò a me. A me piaceva allenare, ma non potevo dire di no alla Roma. Così, mi sono calato in questo ruolo e mi sono tolto parecchie soddisfazioni”.“Oggi sono sempre qui. Sono onorato di portare ancora addosso questi colori. Perché qui si parla della ROMA. E la Roma è qualcosa che non si discute, ma si ama. Soprattutto per chi come me nella Roma ci è cresciuto. Sono orgoglioso di essere rimasto in questa grande famiglia”.


mercoledì 4 novembre 2020

Bruno Conti, il post sui social che ha commosso veramente tutti

brunoconti7 Verificato Forza Diego Non Mollare Vincerai Questa Battaglia ❤️❤️❤️💪🏻💪🏻💪🏻

martedì 3 novembre 2020

Brunetto, quello vero, rompe il silenzio: cosa ha detto

Bruno Conti, ex giocatore della Roma, è stato intervistato dal quotidiano ed ha ricordato Gigi Proietti a poche ore dalla sua scomparsa. Queste le sue parole: Che ricordo conserva? Con lui, dopo Alberto Sordi, se ne va un altro pezzo di Roma. Del “Maestro” Proietti, perchè tale era in tutto, ho un ricordo bellissimo. Nell’anno del secondo scudetto, venne a salutarci a Trigoria e si intrattenne a chiacchierare, ridere e scherzare con me, Falcao, Liedholm e il presidente Viola. Che tifoso era? Competente, aggiornato e innamorato di questi colori. Amava la Roma a modo suo, da tifoso vero e appassionato. Era sempre disponibile con tutti, specialmente con i bisognosi, quando dovevamo organizzare partite o iniziative di beneficienza. Se lo dovesse paragonare a un calciatore? Penso al grande Nils Liedholm o Francesco Totti. (fonte, La Stampa)